
Nonostante sia commissariata da 16 anni, la sanità molisana continua ad essere ostaggio della peggiore politica, che si scherma dietro presunte decisioni tecniche, delegate a sedicenti tecnici, per nascondere, invece, sempre e solo le più deprecabili scelte a tutela di interessi di parte.
Tra destra e sinistra, purtroppo, non c’è differenza, sono due facce identiche della stessa medaglia, si coprono a vicenda e fanno esattamente le stesse cose: la storia racconta che almeno dal 2009 tutti i partiti nazionali sono stati complici del disastro sanitario del Molise, tanto è vero che tutti, senza eccezioni, osservano oggi la consegna del silenzio, e non a caso non c’è un’iniziativa parlamentare che sia una, per denunciare questo scandalo vergognoso.
Veniamo all’attualità: se fosse vero, come riporta oggi Il Quotidiano del Molise, che il Tavolo Tecnico interministeriale avrebbe proposto il commissariamento della Asrem ritenuta inadempiente nell’azione di ripianamento del debito, saremmo di fronte all’ennesimo ridicolo scaricabarile istituzionale nella vicenda sanitaria molisana.
Anziché processare se stesso per lo scandalo di un commissariamento che dura da 16 anni e ha fatto più danni di quanti ne abbia risolti, lo Stato sceglie(rebbe) di sacrificare l’anello più debole della catena, ossia il DG Asrem che nel suo mandato ha brillato per inconsistenza, avendo assecondato ogni iniziativa politica o commissariale.
Un esito fantozziano, quindi, il cui effetto è (sarebbe) quello di dare in pasto all’opinione pubblica un colpevole per schermare tutti gli altri responsabili, eludendo alla chetichella la legge, che in caso di reiterato inadempimento del Piano di rientro stabilisce la sanzione della decadenza automatica non solo del DG Asrem ma anche del DG Salute della Regione (art. 2, co. 79, L. 191/2009), che però inspiegabilmente resta saldamente al suo posto.
Peraltro, non sarebbe la prima volta che la Asrem viene commissariata: è già successo nel 2013, quando i commissari Basso e Rosato (che commissariarono il commissario Iorio), decisero di sospendere il DG Asrem Percopo nominando al suo posto, ai sensi dell’art. 4, comma 2, del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, il dott. Carmine Ruta quale soggetto attuatore e commissario straordinario Asrem per risanarla.
E visto che ci stava riuscendo, la politica, manco a dirlo, si affrettò a rimuoverlo manu militari, nonostante il Consiglio di Stato lo avesse reinsediato accogliendone il ricorso che patrocinammo insieme all’Avv. Pino Ruta.
Per la cronaca: all’epoca non governava quella pericolosa fascista della Meloni, né Roberti: c’era un monocolore PD, al Governo e pure in Regione.