Rete ictus: il pulpito e la predica


“La politica non segua la via giudiziaria. Se crediamo nella centralità del Consiglio regionale, se riteniamo utile che la programmazione della sanità torni nelle mani della regione, è quella la sede naturale del confronto”.

Così parlò il Presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante (Primo Piano Molise, 29 agosto 2025, p. 2) che, a dispetto del pulpito, tutto può fare tranne la predica, fingendo di non sapere che la “via giudiziaria” è stata percorsa proprio perché chi avrebbe dovuto difendere “la centralità del Consiglio regionale” se n’è invece fregato: il Decreto 100/2025 sulla rete ictus, infatti, viola e contraddice proprio la volontà del Consiglio regionale consacrata nella delibera del 14.2.2024 che dispone esattamente il contrario di quanto hanno scritto i commissari nel DCA 100.

Capovolgere il rapporto di causa-effetto tra i fatti non fa onore al ruolo di Pallante: il ricorso, infatti, è l’extrema ratio per difendere i potenziali pazienti molisani dopo che la politica regionale si è letteralmente fatta mettere i piedi in testa dai commissari governativi.

E indovinate a chi sarebbe spettato il compito istituzionale di difendere la “centralità del Consiglio regionale”, garantendo che “la programmazione della sanità torni nelle mani della regione”? Al presidente del Consiglio regionale, ovviamente, che però si è distratto o forse era stato troppo impegnato a commentare un ricorso che non ha ancora neanche letto.

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