Una battaglia per la sopravvivenza


Da quasi dieci anni combattiamo con il sangue agli occhi per denunciare lo scandalo delle reti tempodipendenti in Molise, incredibilmente affidate a strutture private senza Pronto Soccorso: una vergogna inconcepibile contro cui in qualsiasi altra parte d’Italia sarebbe successo un putiferio e che avrebbe dovuto (e dovrebbe) indurre ciascun molisano, da Petacciato a Conca Casale, di qualsiasi età, situazione reddituale e appartenenza politica, a scendere in piazza con lo stesso sangue agli occhi per pretendere che tale abominio venisse (e venga) corretto.

Una battaglia che abbiamo portato avanti da privati cittadini e da avvocati quando non rivestivamo cariche politiche, e che oggi proseguiamo nelle Aule istituzionali, oltre che giudiziarie, tanto imponendo il dovere di andare fino in fondo: se ne facciano una ragione i valletti che in queste ore si esibiscono in difese d’ufficio della rete ictus ridicole e penose, mistificando dolosamente la realtà in spregio ad ogni logica e dato di fatto anche grazie a note casse di risonanza mediatica direttamente interessate, che raccontano gravi menzogne diffondendo calunnie con lo stesso zelo dei manganellatori cui è affidata una spedizione punitiva.

Andiamo dritti al punto: non può essere tollerato un solo minuto di più che ai pazienti politrauma non resti che affidarsi al Padreterno; che non si imponga il Pronto Soccorso alle strutture private cui è assegnata la cura delle patologie tempodipendenti in emergenza urgenza; che le modalità di presa in carico e di cura dei pazienti siano cosi cervellotiche e confuse da risultare totalmente incompatibili con la necessaria tempestività delle cure salvavita; che si firmino accordi contrattuali con i privati senza nemmeno la stima dei costi, accumulando ulteriore disavanzo non coperto che è la causa del commissariamento perdurante da 17 anni e imputabile proprio a quei commissari che dovrebbero garantire il piano di rientro e invece lo violano reiteratamente perpetuando il regime commissariale.

È una battaglia per la sopravvivenza nell’interesse di tutti i cittadini che, proprio per questo, non ammette tentennamenti o deroghe al dovere politico e civile di tutelare il diritto alle cure dei molisani.

Ed è quello che faremo.

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