
In questa situazione, l’ultima cosa di cui c’è bisogno è di “buttarla in politica”, perdendo tempo prezioso con accuse reciproche tra destra e sinistra che rischiano di farci fare la fine dei capponi di Renzo che si beccano tra loro ignari di finire in pentola di lì a poco: se non fosse ancora chiaro, la bocciatura di ieri alla Camera dell’emendamento su sanità e bilancio del Molise aprono, qui e ora, uno scenario catastrofico, di cui è parte integrante il rischio di paralisi di servizi pubblici, investimenti, assunzioni e pagamenti potenzialmente devastante per cittadini e imprese di un territorio già prossimo al collasso.
Era evidente da mesi che saremmo arrivati a questo punto di non ritorno e gli interventi in Consiglio regionale lo testimoniano: non erano profezie di sventura, bastava studiare, leggendo con cognizione di causa le norme, per capire che ci stavano rifilando il più classico “pacco, doppiopacco e contropaccotto”: i commissari governativi falliscono ma restano comodamente al loro posto, scaricando le colpe sulla Regione, tanto i danni li pagano i contribuenti. Una irresponsabile follia contra legem di cui davvero non se ne può più.
Martedì è convocato il Consiglio regionale e sarà quella la sede per reagire, questa volta, mi auguro all’unanimità, con senso di responsabilità politica e istituzionale: deliberare la rimozione dei commissari per grave inadempimento (se avessero approvato il Programma Operativo nei termini di legge oggi non avremmo alcun problema); trasmettere formalmente gli atti alla Procura della Corte dei Conti per accertare l’eventuale responsabilità erariale dei commissari ovvero dei Ministeri inadempienti; promuovere il conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale contro la legge di bilancio 2026 che strozza ingiustamente il Molise.
In attesa del verdetto del Tar Molise sul disavanzo, ovviamente…




