
Con esposto formalmente inviato nella serata di ieri al Consiglio dei Ministri, ai Ministri dell’Economia e della Salute, alla Regione Molise e alle Procure della Corte dei Conti del Molise e del Lazio, insieme ai colleghi Andrea Greco e Angelo Primiani, abbiamo denunciato la reiterata violazione da parte della struttura commissariale sanitaria degli adempimenti di legge preordinati al rispetto del piano di rientro e al conseguimento dei 90 milioni di euro stanziati dalla finanziaria 2024, salvati per il rotto della cuffia con la legge di bilancio 2025 e oggi messi seriamente a repentaglio dal perdurante inadempimento dei commissari, i quali continuano immotivatamente a non adottare il Programma Operativo 2026/2028, rischiando di “bucare” anche la scadenza del 28 febbraio 2026.
Cosa si nasconde dietro questa gravissima omissione che prelude al fallimento finanziario della Regione? Quali ulteriori tagli al pubblico (e regali al privato?) si celano dietro la coltre di opacità che avvolge la nuova rete ospedaliera? E, soprattutto, come può il Consiglio dei Ministri continuare a “coprire” la condotta reiteratamente inadempiente dei commissari, nonostante le chiare e perentorie affermazioni del Tavolo tecnico sulle loro responsabilità? E di cosa ha paura la Giunta regionale, al punto da restare inerte davanti al paradosso di pagare il prezzo salatissimo di colpe, una volta tanto, imputabili non a loro ma ai commissari governativi?
L’art. 2, comma 84, della Legge 191/2009 parla chiaro: i commissari inadempienti vanno sostituiti. Non si tratta di una scelta politica discrezionale, ma di un atto vincolato, la cui omissione dà luogo a responsabilità, non solo politiche ma anche probabilmente contabili ed erariali a titolo personale. Adesso basta: questa inerzia è priva di ogni legittima giustificazione, esattamente come il silenzio che la copre.




