
Fiaccati dalla calura estiva ed esausti dopo le fatiche del rimpasto, le notti insonni per le dimissioni e soprattutto le emozioni forti provate al concertone di Gigi D’Alessio, a Via Genova qualcuno probabilmente si è dimenticato di verificare se sul conto corrente della regione siano stati bonificati o meno i tanto attesi 45 milioni di euro, ossia il 50% dei famosi 90 che Roma ci ha promesso come contropartita per estorcerci ulteriori tagli lacrime e sangue a reparti e ospedali: forse a qualcuno è sfuggito, infatti, che proprio ieri sono scaduti i 60 giorni che l’ultima legge statale (L. 88/2026, cd. decreto fiscale) aveva fissato come termine massimo per il Governo, dopo l’approvazione del Programma operativo sanitario, per l’assegnazione della prima tranche del tanto atteso finanziamento straordinario per il ripiano del vecchio disavanzo.
Inviano comunicati stampa su tutto, anche le informazioni più risibili e marginali, possibile che non abbiano trovato il tempo per comunicare ai molisani l’avvenuto incasso di queste risorse finanziarie fondamentali per evitare (o almeno ritardare) il fallimento della regione? Mi sembra strano. Molto più probabile, invece, che da Roma il bonifico non sia proprio partito. Perché?
Le ipotesi sono tre: 1. i soldi ci sono ed è solo una questione di giorni (anche se, a rigore, il 20% avrebbero già dovuto trasferirlo sin dall’approvazione del DCA 34 del 26 febbraio 2026); 2. da Roma ci hanno fregato un’altra volta, imponendoci tagli senza onorare gli accordi; 3. da Roma si sono accorti che a barare è stato, ancora una volta, il Molise, prima con i commissari che nel 2025 avrebbero dovuto approvare il Programma operativo e inspiegabilmente non l’hanno fatto, e poi la Regione che nel bilancio 2026 avrebbe dovuto prevedere la copertura anche dei disavanzi 2024/2025 e invece ha fatto orecchie da mercante.
Per capire che diavolo sta succedendo, ho presentato oggi stesso un’interpellanza urgente a Roberti, Cefaratti e Iorio per fare luce su questa che rischia di essere solo l’ennesima beffa che si consuma ai danni del Molise, nel silenzio imbarazzante e indecente di una delegazione parlamentare, sia di centrodestra sia di centrosinistra, che sembra impegnata a fare tutto meno che a difendere la nostra regione.




