La riforma più urgente per la democrazia italiana è la separazione delle carriere tra i venduti e quelli disposti persino a rinunce personali pur di onorare un’idea, un principio, una parola data: i primi sono gli azionisti di maggioranza dell’astensionismo dilagante (ormai superiore alla metà del corpo elettorale), gli altri una razza in via di estinzione, almeno nel Palazzo.
Non so se Alessandro Di Battista abbia intenzione di tornare all’impegno politico diretto nelle Istituzioni, ma penso che per la sua storia potrebbe rappresentare molto bene i secondi, attingendo a piene mani a quel 60% che oggi è disgustato dal teatrino e non va più a votare.
E penso che oggi ce ne sarebbe un gran bisogno. A cominciare dal Molise.
Ci vediamo venerdì sera a Termoli ![]()





