Il limite è superato: i commissari non possono restare in carica neanche un minuto di più

Sulla rete ictus, i commissari hanno mentito al Molise e pertanto devono essere rimossi istantaneamente dall’incarico.

La verità è venuta finalmente a galla e deve essere raccontata, a beneficio di tutti.

Per tentare di far ‘digerire’ il DCA 100, i due “tecnici” nominati da Roma hanno affermato falsamente che vi fosse l’ok dei Ministeri, tacendo invece, incredibilmente, che vi fosse un parere, al contrario, negativo e condizionato a precise prescrizioni (il n. 166-P del 12/9/2025 a firma del direttore generale del Ministero della Salute).

Il parere dei Ministeri è del 12 settembre scorso, e conferma tutti i vizi di legittimità e di merito che rendono il DCA 100 manifestamente illegittimo, come abbiamo denunciato in maniera analitica sin dal 12 giugno, giorno successivo alla sua adozione, promuovendo persino un ricorso al Tar che si sarebbe dovuto discutere il prossimo mercoledì 8 ottobre, se non fosse intervenuto, nella tarda serata di ieri, un nuovo provvedimento commissariale, il 157, che supera il 100 e tenta di correggerne le ambiguità, recependo (ma solo in parte) le prescrizioni del Tavolo tecnico: in breve, la necessità di adottare un “nuovo atto” è la prova ‘confessoria’ che il precedente fosse sbagliato e illegittimo, altrimenti non avrebbero avuto la necessità di farlo.

Perché proprio ieri? Perché ieri mattina Primonumero ha reso noto il parere ministeriale negativo che i commissari avevano invece occultato dolosamente, tacendone il contenuto e persino l’esistenza ai Sindaci, probabilmente alla Asrem, certamente alla Regione e quasi sicuramente anche a quei pochi difensori d’ufficio sguinzagliati su fb per fare ammuina, che oggi rimediano una figura davvero poco dignitosa, quella degli utili idioti.

La questione non è burocratica o di cavilli giuridici: la posta in gioco è il funzionamento della rete ictus e quindi la sua attitudine a salvare vite umane.

Se il DCA 100 richiedeva correzioni sostanziali, e lo sapevano sin dal 12 settembre (data del parere ministeriale), come hanno potuto gli stessi commissari il 18 settembre “imporre” alla Asrem di farlo partire dal 1 ottobre, senza che prima venissero recepite le prescrizioni ministeriali necessarie a farla funzionare? Perché i commissari hanno forzato la mano? Perché hanno tentato di ignorare i pareri dei Ministeri, spacciandoli per favorevoli?

Ma, soprattutto, se il “braccio operativo” del Governo, ossia la struttura commissariale, disattende in tronco le prescrizioni sanitarie e finanziarie dei Ministeri, sussiste ancora un rapporto fiduciario tra questi ultimi e i commissari da loro nominati? Cosa aspettano i Ministeri a disporre un’ispezione immediata per verificare se siano rispettati i requisiti sanitari del nuovo Percorso assistenziale e quindi se possa essere attuato in condizioni di sicurezza per i pazienti?

Comunque la si guardi, questa storia segna il limite: i commissari hanno mentito e, per quanto mi riguarda, non possono restare in quel ruolo neanche un minuto di più.

Resta da capire come abbia fatto la Asrem a prendere atto del nuovo provvedimento commissariale (DCA 157 del 1 ottobre 2025) con una delibera del direttore generale (la DDG 1241 del 1 ottobre 2025) pubblicata in fretta e furia un minuto dopo quella dei commissari, cioè quasi senza nemmeno il tempo tecnico di leggerla, e come si possa tollerare che ad ‘ufficializzare’ l’avvio del nuovo percorso assistenziale sia la pagina facebook di un’emittente televisiva, in assenza di indicazioni formali dell’unico soggetto deputato a stabilirlo, cioè la Asrem.

Ma immagino che a questo punto per i commissari queste siano quisquilie. Vedremo cosa ne pensa il Presidente della Regione e, soprattutto, i Ministeri, e capiremo per quanto altro tempo ancora siano disposti a tollerare (o coprire) questa gestione sanitaria ormai totalmente fuori controllo.

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