Cardarelli, 10 milioni al pronto soccorso e si pensa al trasferimento: «Atto scellerato» (Il Quotidiano del Molise)

Il consigliere Massimo Romano evidenzia la contraddizione: «Si stanziano ingenti fondi per una struttura che si dice di voler dismettere». Sul contenzioso della Torre Covid: «Ha sbagliato l’Asrem o il consorzio affidatario?»

Una contraddizione sostanziale quella evidenziata da Massimo Romano, consigliere regionale di Costruire Democrazia. Da un lato la struttura commissariale “tratta” con il tavolo tecnico il trasferimento dell’intero ospedale Cardarelli di Campobasso nell’edificio dell’ex Cattolica, cosa peraltro prevista dalla proposta di nuovo piano operativo inviata ai ministeri, e dall’altro stanzia, con proprio decreto, il 144 dello scorso 22 settembre, 10 milioni di euro per ristrutturare il pronto soccorso proprio del Cardarelli. «Siamo di fronte ad un atto contradditorio e scellerato – ha commentato l’esponete civico. Il progetto dell’Asrem relativo alla nuova Torre Covid, che prevede lo stanziamento di quasi 10 milioni di euro per il rifacimento del pronto soccorso del Cardarelli, viene fatto proprio dai commissari che danno il via libera all’operazione. Nel contempo, sempre i commissari, discutono con Roma del trasferimento dell’ospedale nelle mura dell’ex Cattolica, peraltro per una cifra che loro stimano in 30 milioni di euro. Come si fa – si chiede in maniera retorica Romano – a stanziare 10 milioni per una struttura che tu stesso, struttura commissariale, dici di voler dismettere?». Effettivamente pare essere di fronte ad una sorta di cortocircuito, un evidente paradosso che probabilmente dovrà essere chiarito dai commissari.  

Romano, inoltre, pone un altro tema relativamente alla Torre Covid. Con propria interpellanza, nello scorso consiglio regionale, aveva chiesto alla Giunta se la Regione si fosse semplicemente costituita in giudizio o avesse utilizzato anche lo strumento giuridico della riconvenzionale (domanda del convenuto che non solo si difende ma chiede un risarcimento o una condanna contro l’attore). E cioè se l’Asrem, destinataria di un’azione risarcitoria, ha fatto una delibera per affidarsi a dei legali per difendersi, o se l’ha fatta, invece, per difendersi e chiedere nel contempo un danno al consorzio aggiudicatario. «Ovviamente la Giunta non ha risposto alla mia interpellanza, ma due giorni dopo, sull’albo pretorio dell’Asrem è apparsa una delibera con cui si affida anche la riconvenzionale. Non è solo una questione giuridica, ma bisogna capire se la Regione, ovvero l’Asrem, ha sbagliato e quindi deve pagare o ha sbagliato il consorzio aggiudicatario. A volte le interpellanze – ha concluso Romano – producono un effetto e non sono solo aria fritta».      

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