Mobilitazione a oltranza
Stasera è partita da Agnone una mobilitazione istituzionale e popolare per salvare il diritto alla salute dei molisani: la bozza del nuovo Programma operativo circolata a mezzo stampa (e mai smentita) è sbagliata dalla prima all’ultima parola e va nella direzione opposta al rilancio della sanità regionale, anzi ne segna la fine.
Chiudono il Caracciolo come “ospedale di area disagiata” decretando la desertificazione antropica dell’alto Molise; sviliscono il Veneziale di Isernia; svuotano il San Timoteo di Termoli (per lasciare campo libero al nuovo ospedale di Vasto?); subito dopo toccherà al Cardarelli di Campobasso, assorbito “al buio” nella ex Cattolica.
A chi giova questo disegno? Quel che è certo è che nuoce ai molisani.
La nostra non è una battaglia di campanile, né una posizione di retroguardia, né una difesa d’ufficio dello status quo: la posta in gioco è molto più alta, riguarda la difesa della dignità dei molisani, dei loro diritti e della loro possibile sopravvivenza.
E anche stavolta andremo fino in fondo.




