
Non bastava aver privatizzato integralmente la cura delle patologie tempodipendenti, inopinatamente affidate a cliniche sprovviste di Pronto Soccorso che quindi non si capisce come possano garantire la presa in carico dei pazienti in regime di emergenza-urgenza (e infatti non la garantiscono affatto).
No, non bastava: per questo i nostri statisti hanno delegato agli stessi imprenditori anche le prestazioni sanitarie salvavita, come la radioterapia, in regime di monopolio privato (così se un giorno, Dio non voglia, dovessero incorrere in un qualsiasi problema aziendale, 300mila molisani rimarrebbero senza alcun centro sanitario in grado di erogare le terapie oncologiche).
È il caso di Responsible spa, subentrata al Gemelli Molise S.p.A., un tempo Università Cattolica del Sacro Cuore, ereditandone sia l’accreditamento istituzionale, sia un accordo contrattuale da oltre 30 milioni di euro all’anno, sia il diritto di utilizzare, pare in comodato d’uso gratuito, la struttura immobiliare e tecnologica ultramoderna di Tappino, pagata interamente con i soldi pubblici dei cittadini molisani per la bellezza di oltre 70 miliardi di lire con lo scopo di farci un centro di ricerca scientifica senza scopo di lucro (ma, guarda caso, oggi non c’è più la ricerca ma c’è lo scopo di lucro proprio di ogni società di capitali).
Chi sono i fortunati imprenditori a cui è stato consentito questo affare stellare per una cifra di cessione pressoché ridicola di 36 milioni di euro (cioè pari più o meno al corrispettivo che gli paga puntualmente la regione Molise in un solo anno)? Misteri della fede: pare non lo sappia proprio nessuno, visto che Responsible è controllata al 100% da una società anonima svizzera che, in quanto tale, scherma le generalità dei soci reali.
Solo grazie alla stampa nazionale apprendiamo che nel fondo svizzero ci sarebbero vari finanzieri internazionali, tra i quali Majid Altuwaijri, Ceo del National Center for Artificial Intelligence saudita (fonte TG3, 10/2/2022). Un vero sollievo, non c’è che dire…
Quando in campagna elettorale Costruire Democrazia ha chiesto conto di questa “leggerissima” anomalia, intimando alla Regione di accertare e rendere noti a tutti i cittadini le generalità dei soci del Responsible, il sig. Petrarca, amministratore delegato, ci ha simpaticamente tacciato di essere “professionisti del falso”: per queste ed altre simpatiche carinerie, infatti, è imputato davanti al Tribunale penale di Campobasso per diffamazione aggravata ai danni di un consigliere regionale in carica di opposizione (ma non facciamo nomi…😅).
Sempre dalla stampa scopriamo che gli stessi imprenditori italo-svizzeri impegnati a salvare la sanità molisana hanno trovato il tempo anche di dedicarsi alla squadra di calcio del Rimini, con esiti – diciamo così – non proprio entusiasmanti, nonostante la presidente Di Salvo, consorte del Petrarca di Responsible, si affannasse a spiegare che “il Rimini FC non è un affare qualsiasi: è un patto d’amore!” (newsrimini, 30/7/2025). Peccato che solo 48 ore dopo la società sia stata venduta alla Building Company srl di Carate Brianza e lei deferita al Tribunale Federale per una serie di presunti inadempimenti e irregolarità…
E visto che i guai non vengono mai da soli, dopo le disavventure calcistica riminesi ecco che spuntano difficoltà anche sul fronte sanitario molisano: secondo Responsible, la crisi finanziaria della struttura di Tappino sarebbe causata dalla Regione che si sarebbe impuntata a non voler pagare vecchi crediti nonostante pronunce giurisdizionali.
È bastato un comunicato stampa di Petrarca per schierare l’intero Partito Democratico molisano lancia in resta a perorare urbi et orbi la causa dei privati anonimi italo-svizzeri, prendendo per oro colato le loro dichiarazioni a mezzo stampa, senza uno straccio di riscontro documentale, salvo apprendere dalle fonti ufficiali della Regione e della struttura commissariale, difesi dall’Avvocatura dello Stato, che il presunto credito sarebbe sub iudice perché riferito a prestazioni sanitarie di bassa complessità tecnicamente inappropriate e quindi non remunerabili.
Per fare luce su questo scenario horror, stamattina insieme al collega Andrea Greco abbiamo chiesto la convocazione ad horas di una seduta congiunta delle commissioni bilancio e sanità del Consiglio regionale per ascoltare in contraddittorio Regione, Asrem, commissari e Responsible, e capire, documenti alla mano e non a chiacchiere, di chi sono effettivamente le responsabilità della crisi del centro di Tappino e scongiurare il disastro occupazionale e sanitario di un suo eventuale tracollo.
Un quadro opaco e preoccupante, insomma, nel quale oggi ha fatto irruzione il presidente Roberti, che dopo aver finto di ignorare per due anni le anomalie della ex Cattolica, oggi ha ritrovato magicamente la parola e annunciato che il 6 agosto è previsto un incontro “per fare il punto della reale situazione di Responsible Research Hospital, focalizzando le attenzioni al futuro dell’azienda, a tutela dei dipendenti della struttura».
Un incontro con chi? Con l’amministratore delegato Petrarca e la moglie Di Salvo? Troppo facile, certo che no: “con l’imprenditore Joe Mansueto”…
Scusate, ma questo chi è e da dove salta fuori?




