
A maggior ragione dopo l’esito del referendum costituzionale del marzo scorso sulla giustizia, il Presidente della Repubblica Mattarella, che rappresenta l’unità nazionale ed è il garante della Costituzione, dovrebbe immediatamente esercitare le proprie prerogative (art. 74 e 87 Cost.) e “picconare” Governo e al Parlamento per impedirgli di approvare una legge elettorale truffa, palesemente incostituzionale (introduce, di fatto, il premierato), che mina la stabilità politica del Paese (se nessuna coalizione raggiunge il 42% c’è l’ingovernabilità) e, cosa più grave in assoluto in un Paese con un’astensione già al 60%, calpesta ancora di più il diritto di voto dei cittadini, perché non solo non reintroduce le preferenze ma elimina addirittura i collegi uninominali e, con essi, il rapporto tra candidato e territorio, rischiando di formare un Parlamento di nominati all’insaputa di loro stessi e degli elettori.




