
In Molise, i finanziamenti per le opere pubbliche ricordano sempre più da vicino la moltiplicazione dei pani e dei pesci o la trasformazione dell’acqua in vino del primo “segno” di Gesù alle Nozze di Cana narrato nel Vangelo di Giovanni. Se non fosse che da noi i soldi sono sempre quelli, ma prodigiosamente moltiplicano uno, due, dieci volte, grazie a uno, due, dieci comunicati stampa dei politici locali che, in mancanza d’altro e per dimostrare di esistere, grazie a giornali e tv spesso distratti o compiacenti, ripetono la notizia, sempre la stessa, anche a distanza di anni.
È esattamente quello che si è verificato con il finanziamento di 160 milioni di euro per le opere idriche, pubblicizzato l’altro giorno dal senatore Della Porta e a stretto giro smentito dalla Regione (Niro), trattandosi di investimenti in alcuni casi già realizzati addirittura tra… il 2018 e il 2023!
In un contesto normale, non dico le dimissioni, ma almeno le scuse, il senatore, avrebbe dovuto porgerle all’istante. E invece niente, tutto come se niente fosse, con una toppa peggiore del buco: la replica di Della Porta è stata che il merito del Governo Meloni non è di aver finanziato 160 milioni (come aveva scritto esattamente il giorno prima), bensì di aver “protetto” gli investimenti precedenti (caspiterina!), “eliminando la possibilità di un definanziamento delle opere” (com’è umano, lei!).
Diciamo la verità, ci siamo assuefatti a una rappresentanza parlamentare nella migliore delle ipotesi inutile, in molti casi dannosa, espressione dei partiti nazionali, che se ne frega del territorio e dei cittadini: è infatti non è mica un caso che si sono avvicendate delegazioni e governi di centrodestra, centrosinistra e grillini ma l’autostrada Termoli-San Vittore continua ad essere un miraggio, e del Decreto Molise non c’è neanche l’ombra. Almeno fino al prossimo comunicato stampa o campagna elettorale…




