
La mozione è stata presentata ieri e porta la firma di Massimo Romano (Costruire Democrazia), Andrea Greco e Angelo Primiani (M5S).
Contenuto asciutto, pochi commenti, riferimenti normativi essenziali e una portata politica letteralmente deflagrante: secondo i firmatari, infatti, in virtù della normativa sui piani di rientro, il Governo dovrebbe sostituire gli attuali commissari Bonamico e Di Giacomo, per non aver ottemperato all’obbligo di legge di presentare il Programma Operativo 2025/2027 al quale era subordinato lo sblocco dei 90 milioni di euro della finanziaria 2025.
Non una facoltà , per il Consiglio dei Ministri, ma un vero e proprio obbligo: a prevederlo è l’art. 2, comma 84, della L. 191/2009, per capirci la stessa norma che nel 2012 utilizzo il Governo Monti per “commissariare il commissario” Iorio (con il dott. Basso).
Romano, Greco e Primiani hanno firmato il documento che impegna Roberti e la Giunta a formalizzare la richiesta di “sostituzione” degli attuali commissari (o sarebbe meglio dire: rimozione) per grave inadempimento che, a dire dei consiglieri, rischia di compromettere l’accesso ai 90 milioni, costringendo la regione a una manovra “lacrime e sangue”.
E qui viene il bello: perché, paradossalmente, la decisione di agire sarebbe un’ancora di salvezza proprio per la Giunta Roberti, stretta all’angolo dall’inadempimento dei commissari e il cappio dell’emendamento Lotito che pone vincoli contabili verosimilmente non sostenibili con le esigue finanze regionali. Dietro l’angolo, in assenza di nuove risorse, si prospetta il rischio default per la regione.
Cosa farĂ il Consiglio regionale e la Giunta? SalverĂ Bonamico e Di Giacomo o salverĂ se stesso dal suicidio?
Lo scopriremo presto.




