Sanità, Romano: «Bozza Piano Operativo illegittima, esclusi cittadini e amministrazioni» (Il Quotidiano del Molise)

Il consigliere di Costruire Democrazia: «Pubblicare un documento incompleto genera un’illegittimità che può bloccare l’accesso ai 90 milioni della Finanziaria». Greco (M5S): «Il Molise è indebitato fino al 2051 con mutui per oltre 350 milioni»

La bozza del Piano Operativo Sanitario 2025–2027, pubblicata sul sito della Regione Molise, rischia di nascere con un vizio d’illegittimità. A sostenerlo è il consigliere regionale di Costruire Democrazia, Massimo Romano, che nel corso di una conferenza stampa congiunta con il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Greco, tenuta oggi, lunedì 24 novembre, a Palazzo D’Aimmo a Campobasso, ha denunciato gravi carenze e irregolarità nella gestione della struttura commissariale e nel processo di elaborazione del documento strategico per la sanità molisana. «A nostro avviso – ha affermato Romano – c’è una lesione dei principi consacrati dalla Corte Costituzionale nella sentenza 116 del 2020, che ha prescritto come requisito fondamentale la massima partecipazione dei cittadini e delle amministrazioni alla costruzione del programma operativo. Se oggi viene divulgata una bozza carente di tutti gli elementi essenziali, va da sé che ci sarà un’illegittimità derivata del provvedimento».

Secondo Romano, la bozza del Piano Operativo stilata dalla struttura commissariale sarebbe priva di sezioni fondamentali, tra cui la rete ospedaliera, la rete delle malattie tempo-dipendenti e quella dell’emergenza-urgenza. «Non si comprende su che cosa dovrebbero esprimersi i cittadini molisani – ha aggiunto – forse solo sul disegnino in copertina. Pubblicare un documento così incompleto significa violare i principi di trasparenza e di partecipazione, generando una illegittimità che potrebbe bloccare l’accesso ai 90 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità nazionale».

Il consigliere di Costruire Democrazia ha poi denunciato la mancanza di chiarezza e di informazione nella gestione della sanità regionale: «La struttura commissariale continua a operare in un clima di grave opacità che non consente a cittadini, amministratori e medici di conoscere cosa stia accadendo. Questa situazione mette a rischio la tenuta contabile della Regione: senza quei 90 milioni di euro, i conti non tornano». Romano ha ricordato che l’inadempienza sul piano sanitario ha conseguenze dirette sui molisani, i quali continuano a pagare «le tasse più alte d’Italia» e a subire il blocco delle spese non obbligatorie fino al 2026. «È nostro dovere istituzionale e politico assumere una posizione di chiarezza, senza ambiguità e senza schermare le responsabilità. La Giunta deve agire nei confronti del Governo e del tavolo tecnico per difendere gli interessi del Molise e chiedere la rimozione immediata della struttura commissariale».

Sulla stessa linea, il capogruppo del M5S, Greco, che ha parlato di una situazione finanziaria «disastrosa» e di una macchina amministrativa «inefficiente». Il Molise «è indebitato fino al 2051, con mutui per oltre 350 milioni di euro. I 90 milioni previsti dal cosiddetto decreto Molise non sono fondi per nuovi investimenti, ma servono solo a coprire ulteriori debiti. E intanto i commissari hanno trasmesso una bozza di Pos senza la rete ospedaliera e senza quella dell’emergenza. Siamo l’unica regione d’Italia che nel 2025 gestisce ancora fondi del decreto Rilancio del 2020. Da un lato si progetta la torre Covid accanto al Cardarelli, dall’altro si ipotizza di spostare l’ospedale all’ex Cattolica. Qui la mano destra non sa cosa fa la sinistra».

In chiusura, Romano ha usato una metafora eloquente per descrivere la situazione della sanità molisana: «La Regione sta ballando come l’orchestra sul Titanic: la nave affonda e continuano a suonare. Io e il collega Greco agiamo per non essere complici e per smuovere le coscienze».

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